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Si è tenuta in diretta streaming la conferenza stampa di presentazione di Cerimonia, l’installazione site-specific promossa e sostenuta da UrbanUp| Unipol, realizzata a Bologna da TRAC – Tresoldi Academy, con la collaborazione scientifica di G124 – il gruppo voluto dal Senatore Renzo Piano per una ricerca costante e continua sul tema delle periferie. Alla conferenza, moderata da Ebi Grassi, Responsabile Promozione iniziative immobiliari del Gruppo Unipol, sono intervenuti: Giuseppe Lobalsamo Responsabile Direzione Immobiliare del Gruppo Unipol collegato dalla Mediateca di CUBO – Museo d’impresa del Gruppo Unipol, Alessandro Cecchini, CEO di YAC e co-curatore della Tresoldi Academy, Matteo Agnoletto, G124-Università di Bologna e Edoardo Tresoldi, artista e direttore artistico di TRAC – Tresoldi Academy.
Durante la conferenza è stata presentata “Cerimonia”, l’opera d’arte pensata per ‘ricucire’ l’area periferica dell’ex Mercatone Uno di proprietà del Gruppo Unipol ripensandola quale teatro di bellezza, arte e sperimentazione creativa.
Creare nuove centralità e lasciare un segno sui territori è infatti la missione di TRAC: una scuola che nasce dalla collaborazione fra YAC e STUDIO STUDIO STUDIO, il progetto interdisciplinare fondato da Edoardo Tresoldi per creare e supportare progetti artistici contemporanei.
L’opera, una struttura alta 5.30 metri realizzata in rete metallica, materiali e terra reperiti nel sito, è il frutto del lavoro congiunto dell’artista Edoardo Tresoldi e 15 giovani studenti dell’Academy che sotto la direzione artistica di Tresoldi hanno immaginato e costruito per l’area dell’ex Mercatone Uno un intervento site-specific. Un progetto che valorizza aree periferiche metropolitane, restituendole a un più vasto pubblico e rivalutandone completamente la percezione. Dopo quasi 10 anni di abbandono, l’area, di circa 4.600 mq situata a Bologna nel lotto compreso tra viale Aldo Moro, via Cesare Gnudi e via Stalingrado nel corso del 2021 sarà oggetto di una importante riqualificazione che prevede, in 18 mesi di lavori, la demolizione degli attuali fabbricati ora dismessi e la realizzazione di un nuovo complesso multifunzione che sarà incentrato su nuove residenze e servizi connessi alla persona.

“Da sempre – ha sottolineato Giuseppe Lobalsamo – uno degli obiettivi del Gruppo è la riqualificazione e la valorizzazione dei contesti periferici, asset strategici di assoluta importanza, in cui si gioca il futuro sociale ed economico delle nostre città. Abbiamo aderito a questo progetto mettendo a disposizione un luogo in disuso da molti anni ma non destinato all’abbandono bensì a una importante trasformazione. L’opera Cerimonia testimonia e conferma che la trasformazione è iniziata”.
“Cerimonia” rimarrà installata per tutto il 2021 fino all’inizio del cantiere e sarà visibile tutti i giorni dalle 8.30 alle 24.00 attraverso una parete trasparente in plexiglass appositamente realizzata, mentre tutti i sabati dalle 10.30 alle 18,30 sarà consentito l’accesso all’area seguendo un percorso su una passerella che permetterà la fruizione dell’opera da vicino nel rispetto delle misure di contenimento del Covid-19.
“Desideravamo ragionare sulla possibilità dell’arte contemporanea di dialogare con contesti complessi – spiega Alessandro Cecchini, CEO di YAC e co-curatore della scuola – e in questo senso Via Stalingrado ha rappresentato un set particolarmente affascinante, in quanto gli anni di abbandono, e quindi il dissolversi delle architetture, come pure il presentarsi di una serie di elementi vegetativi spontanei, hanno definito nel tempo una quinta assolutamente suggestiva per accogliere la poetica espressiva di TRAC”.
“Cerimonia” nasce dunque come opera site-specific in un’area caratterizzata da segni di decomposizione in cui cumuli di macerie e vegetazione spontanea si pongono come elementi linguistici del caos estetico che vive il luogo. “’Cerimonia’ dà vita a una presenza capace di esprimersi attraverso la sua ciclicità, inserendosi nel processo che già vive lo spazio. L’intervento, accompagnando lo stato di abbandono dell’area per circa un anno, innescherà quindi una crasi tra questo processo e quello celebrativo dell’architettura – ha sottolineato Edoardo Tresoldi.
Inoltre, ‘Cerimonia’ è pensata per dialogare con i fenomeni biologici dell’area. La terra presente sul sito è stata raccolta e innestata nell’opera; nel corso del tempo la vegetazione ricoprirà l’installazione ridefinendo le forme dell’architettura. Il processo di trasformazione dei fenomeni naturali è al centro dell’opera come cerimonia di un dialogo tra architettura, natura e passare del tempo. Il linguaggio celebrativo dell’architettura classica si fonde con i materiali e i linguaggi dello spazio originario, così come con i processi di trasformazione dell’abbandono, generando un nuovo e inedito racconto. Questo processo di continua metamorfosi verrà documentato grazie all’ installazione di alcune telecamere fisse.
“Bisogna che la natura prenda possesso della città – ha sottolineato Stefano Mancuso, botanico e saggista italiano, direttore del laboratorio Internazionale di Neurobiologia vegetale e consulente straordinario di TRAC – trovo che Cerimonia sia estremamente affascinante e di insegnamento perché è la manifestazione di come si possa immaginare un’architettura. È come immaginare una città ideale del 2050 che non è più quella rinascimentale, ma è una città del pensiero umano, dove la natura è perfettamente libera di circolarci all’interno. La vera rivoluzione è cambiare l’idea delle città: se noi coprissimo le nostre città di verde, di piante, di colpo potremmo risolvere il problema dell’inquinamento globale.”

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