Alicja Kwade. ParaPosition

Todi (PG) rinnova la propria vocazione di centro attivo nella promozione dell’arte contemporanea.

Dopo i progetti dedicati ad Arnaldo Pomodoro, Fabrizio Plessi, Mark di Suvero, Ian Davenport, la Fondazione Progetti Beverly Pepper, in collaborazione con il Comune di Todi, ha invitato a Todi Alicja Kwade, a presentare un’installazione pubblica monumentale insieme a una mostra personale. Kwade è tra le artiste contemporanee più accreditate a livello internazionale ed è celebre per le sue installazioni di ampia scala, come quelle realizzate per il Metropolitan Museum of Art di New York e Place Vendôme a Parigi.

Dal 28 agosto, Piazza del Popolo e la Sala delle Pietre a Todi accoglieranno una sua personale, curata da Marco Tonelli, curatore scientifico della Fondazione Progetti Beverly Pepper, che propone alcuni lavori di grandi dimensioni.

La mostra si aprirà a partire da Piazza del Popolo dove un’installazione della serie ParaPosition, 2024 resterà visibile fino al 25 ottobre 2026. L’opera sarà composta da strutture in acciaio intrecciate, massi di pietra sospesi e una solitaria sedia in bronzo creando un equilibrio precario in cui massa, gravità e presenza umana appaiono sottilmente destabilizzate.

Nella Sala delle Pietre, fino al 4 ottobre 2026, i visitatori potranno ammirare alcune delle opere più iconiche di Kwade che indagano il rapporto tra tempo, spazio e percezione attraverso dispositivi scultorei di forte impatto visivo. Tra queste, una nuova opera-orologio caratterizzata dalla presenza di un orologio analogico dall’aspetto industriale che si comporta in modo surreale, matematicamente “impossibile”, e 88 seconds composta da una serie di anelli in acciaio inossidabile che sembrano sospesi o cadere a diverse inclinazioni, tracciando la traiettoria di un singolo anello in rotazione che, gradualmente, si arresta sul pavimento.

Anche nel 2026 si rinnova la collaborazione tra la Fondazione Progetti Beverly Pepper e il Todi Festival.

Alicja Kwade, le cui opere si trovano in prestigiose collezioni, come il Centre Pompidou a Parigi, il LACMA – Los Angeles County Museum of Art, il Mudam – Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean in Lussemburgo, il mumok – Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig a Vienna, ha, infatti, firmato il manifesto per la 40^ edizione del Todi Festival.

Il catalogo conterrà una intervista inedita di Marco Tonelli ad Alicja Kwade.

“A Beverly Pepper – afferma Antonino Ruggiano, Sindaco di Todi -, Todi deve la straordinaria intuizione, oltre mezzo secolo fa, di avvicinare l’architettura e il paesaggio tuderte all’arte contemporanea. Alla Fondazione Progetti Beverly Pepper, altra munifica intuizione dell’artista, la città è debitrice per averne saputo perpetuare e nobilitare l’opera con iniziative di grande valore e richiamo.

Un lavoro non facile che prosegue in questo 2026 con la scelta di Alicja Kwade quale nuova protagonista di un’installazione sul palcoscenico della monumentale piazza del Popolo, uno dei contesti medievali più belli d’Italia, con la quale si sono rapportati in tempi recenti artisti di livello internazionale quali Arnaldo Pomodoro, Fabrizio Plessi, Mark di Suvero e la stessa Beverly Pepper, i cui “segni” sono tuttora presenti in città a raccontare una storia di presente e di futuro”.

“Con Alicja Kwade – dichiara Elisa Veschini, Presidente Fondazione Progetti Beverly Pepper, ci apriamo a un nuovo confronto con la scena artistica internazionale invitando a Todi, per la prima volta dopo Beverly Pepper, un’artista donna a misurarsi con la scenografia unica di Piazza del Popolo. Con questa mostra si rinnova inoltre il nostro legame con il Todi Festival, di cui l’artista firma il manifesto ufficiale, proseguendo una tradizione che da decenni intreccia arte contemporanea e teatro. È proprio attraverso progetti come questo che, insieme al Comune di Todi, continuiamo a costruire una prospettiva culturale ambiziosa e internazionale: quella di una città raccolta nelle dimensioni, ma capace di promuovere esperienze artistiche e culturali proprie delle grandi capitali della contemporaneità, dove lo spazio pubblico diventa esperienza e visione condivisa”.

“In un gioco i rimandi e illusioni – ricorda Marco Tonelli, curatore della mostra e curatore scientifico della Fondazione Progetti Beverly Pepper – il tempo in Alicja Kwade diventa un materiale proprio come le pietre sospese su aste e strutture di metallo o grandi anelli di acciaio inossidabile che si svolgono nello spazio. Si tratta di metafore concrete di peso e gravità, elementi che curvano lo spazio/tempo e determinano il movimento dei corpi della quarta dimensione: è la base della materia e del tempo, della sua circolarità, del suo tornare sempre su se stesso e mantenere l’universo in equilibrio. È la materia di cui è fatto il nostro pensiero. Ovviamente un equilibrio apparente perché destinato ad esaurirsi secondo il principio dell’entropia, della morte termica, della stasi assoluta. Ma in questa attesa, il tempo di Kwade sembra scorrere all’indietro, fermarsi, trattenersi, svolgersi nello spazio, prendere appunto “tempo”. Tutto è illusione, ma tutto è vero e ogni inizio è a sua volta la fine”.