STEVE McCURRY CHILDREN

Afghan Refugee. Peshawar, Pakistan, 2002. CAPTION: Girl with Green Shawl. Peshawar, Pakistan, 2002. MAX PRINT SIZE: 40X60 PAKISTAN-10003 Girl in a green headscarf, Peshawar, Pakistan, 2002. Every photograph is an allegory. As soon as we have grasped the contents of an image our minds start to envisage a life before and after this decisive moment. Portraiture is especially responsive to the imaginary narratives we may weave around a picture. Each face is unique; we have never seen it before and we will never see it again. It is this newness of a portrait that compels us to construct stories. Yet, in doing so we often reach for the familiar. This young child had fled the civil war in Afghanistan and was living in Pakistan when McCurry took this picture. The delicate emerald shawl, her rich blue eyes and serene gaze all evoke a deep sense of the religious. - In the Shadow of the Mountains IG: This young ten-year old Afghan refugee girl living in Peshawar, Pakistan, had never seen her homeland of Afghanistan when I took this portrait. 02/15/2017 Peshawar, Pakistan, 2002 -Portraits Magnum Photos, NYC56585, MCS2002009K001 Phaidon, Iconic Images, final book_iconic, page 223. A ten-year old Afghan refugee girl living in Peshawar, Pakistan, has never seen her homeland. Girl with Green Shawl, Peshawar, Pakistan, 2002 (Looking East, 102) In the Shadow of Mountains_Book Looking East_Book Iconic_Book PORTRAITS_book Afghanistan_book PORTRAITS_APP final print_MACRO final print_Sao Paulo final print_Milan final print_Birmingham final print_HERMITAGE final print_Zurich Fine Art Print final print_Michener retouched_Sonny Fabbri 01/06/2017 MAX PRINT SIZE: 40X60

Dal 25 novembre al 10 marzo 2024 sarà possibile ammirare nel Sottoporticato del Palazzo Ducale di Genova, l’ultima mostra di Steve McCurry Children a cura di Biba Giacchetti, Melissa Camilli con
Peter Bottazzi Art Director, promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Genova e Civita Mostre e Musei in collaborazione con SudEst57 e l’organizzazione internazionale Defence for Children Italia.
“La visione dell’infanzia di McCurry è variegata e diversificata, come i bambini di tutto il mondo. Ma, a prescindere da dove punta il suo obiettivo, il filo conduttore è questo: finché ci sono bambini c’è speranza. McCurry usa la sua macchina fotografica non per fornire una vivida testimonianza di chi sono e dove si trovano, ma con il desiderio di evocare speranza per l’umanità”, afferma Owen Edwards, critico fotografico.
Grazie alla sua straordinaria capacità narrativa, ogni immagine è un vero e proprio capitolo di storia
che diventa una finestra sulla vita dei soggetti catturati dall’obbiettivo, capace di esprimere l’essenza e la passione, in questo caso, per i bambini, di cui riesce a trasmettere la genuinità e la spensieratezza di esseri puri. “C’è della bellezza nel modo in cui i bambini giocano, e nel modo in cui imparano. Nonostante le scarse risorse a loro disposizione, si divertono saltando, correndo, nuotando, mostrando sempre curiosità, felicità, adattabilità, resilienza. La loro capacità di trovare gioia nelle circostanze più difficili ha del miracoloso e si rivela perfino in situazioni di conflitto e povertà” dichiara, Ziauddin Yousafzai, padre di Malala, attivista pakistano.

“McCurry – Children vuole essere un viaggio nell’infanzia per incontrare piccoli esseri umani che affrontano condizioni tanto diverse, ma che parlano un linguaggio in cui ciascuno può riconoscersi. Un viaggio anche nel ricordo della propria infanzia, e uno spunto di riflessione circa la responsabilità che abbiamo verso le nuove generazioni, nella consapevolezza che il sogno di un futuro più giusto dipende dalle azioni del nostro presente. McCurry, che durante la sua lunga carriera ha spesso rivolto il suo sguardo ai giovani di tutto il mondo, è da pochi anni diventato padre e l’irruzione della piccola Lucia nella sua vita, gli offre nuovi spunti d’indagine e di affettuosa osservazione, dedicati a questo mutevole e affascinante universo”, sottolinea Biba Giacchetti curatrice di mostra.
A Genova le immagini dell’autore, con la collaborazione di Defence for Children International, si incontrano con il linguaggio e la prospettiva proposta dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Questo fortunato incontro, grazie ai contesti sempre evocati da ogni scatto di McCurry, aiuta a suggerire come ogni bambina e bambino, seppur lontano, riguardi anche noi e la nostra responsabilità di adulti. “Ogni fotografia di questo straordinario autore con le sue immagini racconta storie individuali che ci parlano del mondo. Un mondo che riusciamo a vedere più chiaramente attraverso gli occhi dei bambini e delle bambine”, suggerisce Pippo Costella direttore di Defence for Children Italia.
“Questa mostra è un esperimento nato dalla volontà di cominciare ad approcciare il mondo di McCurry nella sua totale profondità. Ogni immagine in mostra è frutto di una ricerca stratificata ed è solo una delle tante possibilità di racconto che arriva allo sguardo del pubblico; in questo percorso, per la prima volta, si ha la possibilità di esplorare ciò che di solito è nascosto come il processo creativo di un grande artista.
Da qui la necessità di ampliare i materiali visivi e soprattutto le modalità di fruizione” evidenzia Peter Bottazzi Art Director di mostra. “Nasce così un progetto espositivo e artistico che passo dopo passo si smaterializza e diventa sempre più ipnotico e impalpabile; in cui le foto stampate, piano piano, stanza dopo stanza, lasciano il posto a moltissime altre immagini sedimentate negli anni e mai esposte prima attraverso l’utilizzo di video proiezioni. I video dialogano in una maniera sorprendente e nuova con gli scatti in mostra coinvolgendo il pubblico in un viaggio inedito. Scavare per “portare alla luce” materiale meraviglioso e unico, un’idea progettuale che invita più che mai a immergersi nelle profondità dell’universo del fotografo americano”.
Un corpus di 100 opere tra foto e proiezioni per la prima mostra tematica in Italia dedicata all’infanzia: immortalati dal fotografo più amato di sempre e con alcune immagini mai esposte prima in Europa, realizzate in quasi cinquant’anni di attività e che ritraggono bambini da ogni angolo del mondo in scene di vita quotidiana.
Un omaggio ad un periodo straordinario della vita, una galleria di ritratti sorprendenti che racconta l’infanzia in tutte le sue sfaccettature con una caratteristica comune a tutti, lo sguardo dell’innocenza: i bambini ritratti dall’obiettivo di McCurry sono diversi per etnia, abiti e tradizioni ma esprimono lo stesso sentire con la loro inesauribile energia, gioia e capacità di giocare persino nei contesti più anomali e difficili, spesso determinati da condizioni sociali, ambientali o di conflitto.