Lucio Riva in mostra a Modena

Il Complesso di San Paolo a Modena ospita, dal 19 aprile al 2 giugno 2026, la mostra dedicata a Lucio Riva, a cura di Marco Pierini, già direttore della Galleria Civica di Modena, con la collaborazione di Costanza Neve.

Organizzata dall’associazione culturale Ricognizioni sull’Arte, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Modena, l’esposizione sarà inaugurata sabato 18 aprile alle ore 18.00. Saranno presenti l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, il curatore Marco Pierini, il presidente dell’associazione culturale Ricognizioni sull’Arte Alessandro Mescoli e il coordinatore del progetto Achille Coriani.

Profondamente legato alla città e a una concezione dell’arte fondata su libertà, gioco e conoscenza, Lucio Riva è stato per oltre mezzo secolo considerato come “il pittore di Modena”, non perché fosse il solo artista di valore della città, ma perché nessuno più di lui è rimasto così visceralmente legato alle proprie radici, tanto da non concepire neppure la possibilità di vivere e lavorare altrove.

«Lucio Riva ha segnato la storia della città, influenzandone positivamente il clima culturale: dalla sua wunderkammer di Via del Teatro, dal piccolo al piccolissimo, dai taccuini ai libri di artista: un corpus unico, nel suo genere. Un uomo e un artista di grande riservatezza che aveva in una fantastica meraviglia la sua cifra stilistica: la mostra vuole esser un omaggio della sua città al suo lavoro, un abbraccio collettivo che lo celebra e ci auguriamo possa farlo conoscere alle generazioni più giovani. La mostra, resa possibile grazie a un vero e proprio lavoro di squadra, nato in Assessorato alla Cultura del Comune di Modena, racconta Lucio Riva e le sue opere, realizzate con le combinazioni di piccoli oggetti diversi di antiquariato o modernariato, o con le loro parti, reperiti nel tempo sulle bancarelle di mercatini o in ambienti di rottamazione. Opere ridefinite in un sistema di relazioni, caricando gli oggetti di esperienze umane, di sensi arcani e di significati persino simbolici: un tratto umano, dell’agire artistico e culturale. È come riconoscere diversi livelli di senso a vecchie fotografie, o ad altri oggetti, in un legame sentimentale mai interrotto con la sua, la nostra città», dichiara Andrea Bortolamasi.

Il percorso espositivo comprende oltre 130 opere tra tele e assemblaggi, unitamente a numerosi taccuini, provenienti da collezioni private e dalla famiglia. Pur non potendosi considerare una retrospettiva vera e propria, la mostra mira a render conto dell’intero percorso di Riva, senza trascurare alcun periodo o alcuna tecnica.

Ampio spazio viene, infatti, dedicato al disegno, troppo spesso ritenuto secondario o propedeutico all’opera compiuta. In mostra, piccole carte e taccuini, alcuni sfogliabili virtualmente con l’ausilio di tablet messi a disposizione del pubblico.

«Dopo gli esordi figurativi del primo dopoguerra, Riva ha elaborato una pittura molto personale, essenzialmente astratta e prevalentemente geometrica, nella quale – col passare degli anni – si sono introdotte forme organiche, riferimenti letterari, scrittura, collage. […] Le opere nate dalla combinazione di più oggetti aumentarono di frequenza nell’ultimo periodo, quando l’azione del dipingere si fece più faticosa, ma non persero smalto, carattere e originalità. Anzi, l’amore di Riva per gli oggetti conobbe proprio allora la massima libertà creativa che spinse l’artista a manipolare, assemblare, separare, ribattezzare, abbandonare, recuperare ciò che aveva trovato sulle bancarelle o fatto riemergere dagli anfratti dello studio», scrive Marco Pierini.
Il titolo della mostra richiama quello delle piccole esposizioni domestiche che Lucio Riva, dal 1982 al 2002, era solito organizzare prima di Natale nella sua casa studio, appunto al 75° gradino del numero 1 di via del Teatro.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Aguaplano con la prefazione istituzionale, un racconto di Ugo Cornia, il testo critico di Marco Pierini, la biografia estesa e la bibliografia di Costanza Neve e la documentazione fotografica completa delle opere esposte.