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La Federazione Italiana Associazioni Fotografiche annuncia l’inaugurazione il prossimo 12 luglio della mostra “Scatti di libertà” dedicata a Eda Urbani, figura rivoluzionaria nel panorama fotografico del XX secolo e una delle prime e più influenti donne fotoreporter italiane.

La mostra rientra nel programma ufficiale del Festival della Fotografia Italiana, la nuova manifestazione annuale voluta dalla FIAF dedicata esclusivamente alla nostra cultura iconografica nella sua evoluzione storica e contemporanea, che ha inaugurato a Bibbiena (AR) lo scorso 14 giugno.

Eda Urbani ha segnato il panorama fotografico con la sua straordinaria sensibilità e innovazione, esercitando un’influenza duratura sulla fotografia contemporanea. La sua carriera, iniziata negli anni Trenta, rappresenta un viaggio artistico e personale in cui ha sfidato le convenzioni sociali e professionali del suo tempo. Le sue fotografie offrono una sinfonia visiva incentrata sul mutamento dell’anima, un viaggio ricco di sbandamenti e rivelazioni, capace di aprire e chiudere interi capitoli seguendo il ritmo serrato del click della macchina fotografica, dove ogni scelta morale o professionale viene presa in favore del proprio sentire.

La mostra “Scatti di libertà” è un omaggio alla variegata esperienza di questa donna straordinaria e una rara occasione per ammirare le sue fotografie originali. 

Le immagini di Eda Urbani spaziano tra diversi soggetti e stili. Bambini immortalati negli anni dell’innocenza e fotogrammi patinati ottenuti dall’innato gusto estetico si affastellano in una cornice dal sapore bohémien. E ancora, troviamo paesaggi plastici catturati con la medesima delicatezza che si riserva allo studio del corpo, ritratti istrionici che si mischiano ad attente auto-indagini identitarie, e il mondo animale che, accompagnato da un consistente effetto monocromatico, sprigiona tutto il suo vigore evocativo.

Il patrimonio iconografico lasciato da Eda Urbani è vasto e continua a riservarci molte sorprese. I suoi appunti visivi rivelano come la fotografia fosse per lei un mezzo salvifico, un passaporto sensoriale per evadere dai ruoli convenzionali. Incontrare l’arte di Eda Urbani significa sospendere l’atteggiamento critico verso l’immaginazione, compiendo un atto di fede in ciò che si osserva e seguendone il richiamo narrativo. Eda Urbani eccelle anche in questo. La sua capacità di sospendere l’incredulità è pari al suo desiderio di esplorare e mettere in dubbio la bellezza, invitando lo spettatore a una riflessione profonda e coinvolgente.

“Quando ho visto per la prima volta le fotografie di Eda Urbani, non ho potuto fare a meno di collegarle al film ‘Povere Creature’ di Yorgos Lanthimos”, racconta Denis Curti, curatore della mostra. “L’incantevole e spregiudicata Bella Baxter mi ha subito ricordato Eda Urbani. Entrambe portano a compimento la loro esistenza attraverso una sinfonia visiva incentrata sul mutamento dell’anima. La mostra rappresenta un’opportunità unica per esplorare il ricco e complesso universo di una delle più grandi fotografe del XX secolo.”

La mostra “Scatti di libertà” di Eda Urbani rimarrà aperta per tutta la durata del Festival della Fotografia Italiana.

Nata a Livorno nel 1908, Eda Urbani ha iniziato la sua carriera come fotoreporter negli anni Trenta, collaborando con testate internazionali in Spagna fino allo scoppio della Guerra Civile nel 1936. Stabilitasi a Torino nel 1937, ha lavorato per la Gazzetta del Popolo, realizzando reportage di straordinaria bellezza storica e documentaristica. Dopo la Seconda guerra mondiale, si è reinventata come creatrice di moda e arredatrice, fondando la rivista Novità, oggi Vogue Italia, e avviando un’industria di mobili dal design innovativo a Rio de Janeiro.

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