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Tim Van Laere Gallery Rome presenta Boy Looking at the Sun, la terza mostra personale di Tal R dall’inizio della sua collaborazione con Tim Van Laere Gallery, nonché la sua prima personale nello spazio romano della galleria. In questa mostra Tal R presenta una nuova serie di dipinti e sculture.

Attento osservatore che trae ispirazione dalla realtà e dall’immaginazione, il lavoro multidisciplinare di Tal R da un lato si inserisce nella tradizione nordeuropea di Edvard Munch, Asger Jorn, Per Kirkeby e Georg Baselitz, dall’altro dimostra solidi legami con suoi contemporanei come Daniel Richter, Jonathan Meese e Peter Doig. Nelle sue opere numerosi sono i riferimenti alla storia e alla storia dell’arte, dall’espressionismo al fauvismo, dal simbolismo all’art nouveau, con un accenno anche all’arte scandinava tradizionale e all’outsider art. Prevale un senso di mistero, dovuto alla contaminazione tra esperienza personale e storia più ampia attraverso un puzzle visivo, finemente bilanciato tra rappresentazione e astrazione, di ciò che l’artista indica con il termine ebraico Kolboknik – “avanzi”. Tal R sostiene che questo termine descriva perfettamente la sua pratica artistica: “Sto solo pescando un sacco di cose che già esistono. È una serie in continua evoluzione di impressioni che raccolgo. Sono cose che vedo intorno a me, piccoli dettagli che scopro, come il tessuto della tovaglia in un quadro. Se si combinano impressioni diverse si ottiene una sorta di strano oggetto che va oltre il linguaggio”.

Ricorrendo a media differenti, tra cui pittura, disegno, stampa, tessuti, scultura e arredamento, Tal R mette in discussione i concetti e i preconcetti della realtà che ci circonda. Con la sua rielaborazione del reale, costruita secondo i principi di quella che definisce la matematica d’artista, Tal R cerca di comprendere sia il mondo fisico che vede ed esperisce in prima persona, sia gli oggetti astratti che conosce solo con il pensiero. Le sue opere raccontano di qualcosa apparentemente molto concreto e figurativo. Qualcosa di semplice, che si può descrivere a qualcuno al telefono con poche parole. Ma a uno sguardo più attento, alla semplicità si aggiunge una sensazione scomoda. Metaforicamente parlando, osservare un’opera di Tal R è come percorrere una scala senza un gradino: una lacuna che ci lascia spiazzati, a mezz’aria. L’apparenza giocosa e felice lascia il posto a una lettura più profonda e sinistra, a tratti inquietante. Come in un sogno, le sue opere rompono i concetti convenzionali di spazio e tempo, rivelando aspetti della natura umana che rimarrebbero altrimenti celati. È in questo aspetto rivelatore che risiede l’importanza dell’arte per la società, definita da Tal R come il fantasma nella macchina.

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