A Magliano Contemporanea 2026 la mostra di Salvatore Marchesani

L’olio come simbolo di identità, memoria e paesaggio diventa il filo conduttore della seconda edizione di Magliano Contemporanea, la rassegna che nasce con l’obiettivo di mettere in dialogo l’arte contemporanea con il territorio della Maremma e con le sue eccellenze culturali e produttive. Sabato 20 giugno 2026 Magliano in Toscana ospiterà OLEUM, un progetto che prende avvio da una delle materie più rappresentative del Mediterraneo per trasformarla in occasione di riflessione artistica, culturale e collettiva.

Giunta al suo secondo appuntamento, Magliano Contemporanea conferma la volontà di costruire ogni anno un confronto tra ricerca contemporanea e identità locale, individuando temi capaci di raccontare il territorio attraverso linguaggi nuovi e sensibilità differenti. Per il 2026 la scelta è ricaduta sull’olio, sostanza che da secoli accompagna la storia delle comunità mediterranee e che continua a rappresentare un patrimonio fatto di lavoro, conoscenza, tradizioni e rapporto con la terra.

Un ruolo fondamentale nella crescita del progetto è stato svolto dal Comune di Magliano in Toscana, che ha creduto fin dall’inizio nel valore culturale della rassegna e nella sua capacità di creare un dialogo concreto tra arte contemporanea e territorio. Il sindaco Gabriele Fusini, la vicesindaco Tamara Fattorini e la consigliera delegata alla cultura Alessia Rossi hanno sostenuto con convinzione il percorso di Magliano Contemporanea, contribuendo a consolidare una progettualità che mette al centro il patrimonio identitario locale e la sua valorizzazione attraverso i linguaggi dell’arte.

“Abbiamo voluto con determinazione la nascita e la crescita di questa rassegna, convinti che l’arte contemporanea possa farsi interprete d’eccezione delle nostre radici più profonde”, ha dichiarato la vicesindaco Tamara Fattorini. “Come amministrazione comunale, abbiamo sostenuto questo progetto fin dal primo momento proprio per la sua capacità di far dialogare la creatività dei nostri giorni con l’anima più autentica del nostro territorio, trasformando un’eccellenza millenaria come l’olio in un veicolo di cultura, partecipazione e forte identità collettiva”.

La serata inaugurale sarà anche il momento conclusivo della seconda edizione del Premio Tavano Amodeo, riconoscimento dedicato ai due maestri d’arte e nato per sostenere, valorizzare e promuovere la ricerca artistica contemporanea. Nel corso dell’evento saranno proclamati e premiati i primi tre classificati dell’edizione 2026, proseguendo un percorso che intende favorire nuove progettualità e creare occasioni di incontro tra artisti, territorio e pubblico.

Accanto alla premiazione, il programma prevede l’apertura della mostra personale Estratto di Salvatore Marchesani, vincitore della prima edizione del Premio Tavano Amodeo. L’esposizione rappresenta il naturale sviluppo del dialogo avviato dal premio e si inserisce pienamente nel tema scelto per OLEUM, offrendo una riflessione sul rapporto tra memoria, materia e paesaggio mediterraneo.

In Estratto il riferimento all’olio diventa metafora di un processo di trasformazione e di emersione dell’essenza delle cose. Attraverso una ricerca pittorica caratterizzata da stratificazioni, segni e vibrazioni luminose, Marchesani costruisce opere che invitano a una contemplazione lenta e profonda, facendo emergere tracce di memoria individuale e collettiva.

Gli ulivi, protagonisti ricorrenti del percorso espositivo, assumono il valore di simboli identitari e culturali, richiamando il legame profondo tra uomo, territorio e tradizione. In questo senso la mostra dialoga in modo naturale con la Maremma e con una cultura dell’olio che rappresenta uno degli elementi più autentici e riconoscibili del paesaggio locale.

Le opere esposte restituiscono un universo sospeso tra evocazione e materia, dove il rapporto tra luce, memoria e identità mediterranea si traduce in immagini aperte e in continua trasformazione. Al centro del percorso si colloca Estratto, l’opera che dà il titolo alla mostra, sintesi di una ricerca che supera i confini della pittura tradizionale per diventare esperienza fisica e sensoriale.

Nato a San Giovanni Rotondo e formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, Salvatore Marchesani ha sviluppato nel corso degli anni una ricerca coerente e riconoscibile, incentrata sul rapporto tra paesaggio, memoria e dimensione interiore dell’immagine. Dopo numerose esposizioni personali e collettive, nel 2013 ha fondato lo spazio artistico Il Girasole, dedicato alla formazione e alla promozione dell’arte, mentre dal 2018 porta avanti il progetto espositivo Gargano Onirico fra borghi e paesaggi. Nel 2025 ha ottenuto il riconoscimento del Premio Tavano Amodeo, dando avvio al percorso che oggi trova compimento nella mostra ospitata da Magliano Contemporanea.