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Una casa per il digitale, un luogo di incontro fisico e virtuale, di scambio e confronto on line e on site attraverso digital experience, workshop, masterclass, attività formative e servizi creativi dedicati alle opportunità espressive e culturali del digitale, per stimolare unione e connessione da Milano verso il mondo: tutto questo è MEET, il centro internazionale per la cultura digitale con il supporto di Fondazione Cariplo. Ideato e presieduto dalla critica d’arte e umanista Maria Grazia Mattei, MEET vuole contribuire a colmare il divario digitale italiano nella convinzione che l’innovazione sia un fatto culturale prima ancora che tecnologico e che, mai come oggi, sia necessario colmare il divario fra persone e tecnologie a partire dal capitale umano: “Humans MEET Digital” è, infatti, il claim che connota il centro. 

“Ora più che mai, MEET è un presidio del digitale per superare l’isolamento e connettere Milano e l’Italia con il mondo. Non è “solo” una sede espositiva. MEET è una vera e propria content factory. È un laboratorio creativo aperto a tutti coloro che, in Italia e nel mondo, cerchino una piattaforma capace di progettare e produrre format digital-first e farli “rimbalzare” ovunque. La sede di MEET è un corpo ibrido, capace di vivere in forma fisica e allo stesso modo in forma virtuale. Lo stiamo già facendo con le decine di partner internazionali che sono in rete con noi, co-creando lecture, workshop e persino un Simposio internazionale con modalità interattive ed empatiche nonostante il distanziamento fisico”ha dichiarato Maria Grazia Mattei, fondatrice e presidente MEET. 

“Il futuro si costruisce a partire dalla crescita delle persone e dalla possibilità che tutti avranno di accedere a occasioni di cultura e di apprendimento. L’accesso alla connessione e la dimensione digitale giocano un ruolo assolutamente cruciale e specialmente in questo momento dobbiamo indirizzare tutte le nostre risorse di capacità e di creatività nella ricerca di nuovi approcci che supportino la connessione tra persone, comunità e attori sociali. La sfida di MEET, che Fondazione Cariplo sostiene fin dalla sua nascita, è tracciare questa nuova via: essere un luogo di innovazione culturale che mette al centro il fattore umano e lo potenzia creando nuove connessioni digitali” ha commentatoGiovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo.

MEET è in via Vittorio Veneto 2, nel cuore di Porta Venezia. Ad ospitarlo è un edificio di inizio Novecento che si sviluppa su 1.500 metri quadrati distribuiti su tre piani, riprogettati dall’architetto Carlo Ratti con il suo studio, rispondendo alla sfida di creare una casa per la cultura digitale. Il progetto è imperniato sulla spettacolare Living Staircase, la scala abitata capace di diventare di volta in volta teatro o spazio di lavoro, l’edificio interpreta le idee di interconnessione e partecipazione. Elemento chiave di MEET è anche l’ImmersiveRoom, la sala immersiva dotata di 15 proiettori che offrono immagini estremamente luminose in 4K per una proiezione continua su tre pareti a 270°, e sul “Theater” da 200 posti con tre superfici di proiezione.   

Non di meno la luce Artemide è parte integrante dello spirito di MEET. In tutto l’edificio la luce segue i ritmi delle persone. Si declina con presenze espressive e scenografiche come nell’ingresso o lascia che sia semplicemente la luce pura a raccontare e sottolineare l’architettura, gli eventi, la comunicazione. Il centro di cultura digitale si è dato anche un soundscape originale, “MEET the Simphony”, registrato dalla sound designer Chiara Luzzana captando i rumori del MEET e di chi lo vive.  

A dare il benvenuto al centro è il Bistrot ideato e gestito da mare culturale urbano con il concept “Food Balls” del food designer Martí Guixé e il design di Italo Rota. 

Dal 31 ottobre nella sala immersiva di MEET è allestita l’installazione site-specific “Renaissance Dreams” di Refik Anadol, il primo lavoro in Italia del media artist e regista turco, che vive e lavora a Los Angeles. L’opera è stata realizzata appositamente per MEET con un’intelligenza artificiale addestrata a generare forme dinamiche e sempre diverse: il processo creativo uomo-macchina è partito da migliaia di immagini open-source di opere d’arte e d’architettura del Rinascimento. Un dataset immenso che algoritmi GAN hanno elaborato e rivisitato, cambiando forme, colori e con l’aggiunta di suoni originali. Il risultato è una “passeggiata” ipnotica sulle tracce della storia dell’arte italiana che è costruita su misura per gli spazi di MEET. Un messaggio di bellezza e rinascita offerto al nostro paese. “Renaissance Dreams” sarà aperta gratuitamente al pubblico fino al 10 gennaio 2021.  

Nel carnet del centro di cultura digitale c’è anche la prima “virtuale” di Dance the Distance, la performance in realtà mista con danzatori distribuiti online e pubblico da remoto. Ideato e firmato dalla compagnia Ariella Vidach – AIEP Avventure in Elicottero Prodotti e co-prodotto da MEET, lo spettacolo sarà presentato al pubblico mercoledì 28 ottobre, giovedì 29 ottobre e venerdì 30 ottobre in diretta streaming sul sito di MEET. 

Fra le proposte digital-first di MEET c’è il Simposio internazionale “Industries meet creativity”, un think tank virtuale dedicato alla creatività come stimolo per ispirare l’innovazione nelle imprese italiane e nei settori produttivi in genere. Fra gli ospiti del Simposio – progettato e organizzato da MEET con il supporto della Commissione Europea e attraverso l’iniziativa S+T+ARTS | Science, Technology & the Arts – ci sono il pluripremiato artista e designer Daan Roosegaarde, la fashion tech designer Anouk Wipprecht e Hideaki Ogawa, Co-direttore e di Ars Electronica Future Lab. Il simposio sarà trasmesso live sul sito di MEET con la possibilità di interagire con i relatori e gli altri partecipanti.  

Infine, all’interno di MEET Cineteca Milano offrirà una programmazione autonoma dedicata al cinema contemporaneo. 

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