All’Ospedale Britannico di Roma la mostra di Jérôme Chadefaux

La Fondazione Bietti è in prima linea nella ricerca e nell’assistenza riguardo le Malattie Rare, tanto da essere dotata di un Centro Clinico e di Ricerca di Neuroftalmologia, Malattie Genetiche e Rare.

Il centro, diretto dal Prof. Vincenzo Parisi, offre assistenza a  pazienti affetti da patologie neuroftalmologiche o da malattie genetiche e rare che coinvolgono la retina e/o il nervo ottico; la presa in carico dei pazienti prevede appositi Percorsi Diagnostici Terapeutici, attraverso un approccio multifattoriale e multidisciplinare che implica l’integrazione della figura dell’oftalmologo – attraverso specifiche consulenze – con altre figure professionali come neurologi, neuroradiologi, otorini, pediatri, cardiologi e genetisti.

Il Centro Clinico e di Ricerca di Neuroftalmologia, Malattie Genetiche e Rare si inserisce all’interno della prolifera attività clinica e di ricerca che la Fondazione Bietti porta avanti da oltre 40 anni, coniugando ricerca all’avanguardia con le cure rivolte a tutti i cittadini, grazie anche all’accreditamento con il Servizio Sanitario della Regione Lazio.

In occasione della Settimana di Sensibilizzazione per le Malattie Rare 2025, la Fondazione G.B. Bietti ospita un evento culturale: la mostra didattico-visiva “Viaggio attraverso gli occhi di un artista con malattia rara“, personale dell’artista internazionale Jérôme Glomaud Chadefaux.

L’esposizione si terrà il 25 e 26 febbraio 2025 presso la sede della Fondazione Bietti a Roma, presso l’Ospedale Britannico, in via Santo Stefano Rotondo, 6.

Jérôme Glomaud Chadefaux è un artista che ha saputo trasformare la sua esperienza con una patologia retinica rara in una potente fonte di ispirazione artistica. La sua pittura, in continua evoluzione, riflette i cambiamenti nella sua percezione dei colori, offrendo al pubblico una prospettiva unica sulla realtà.

Le sue opere spaziano dalla rappresentazione realistica a colori alla focalizzazione su elementi naturalistici con la tecnica del carboncino, sfruttando il contrasto bianco-nero, fino all’esecuzione del “black on black”. Il suo successo personale, testimoniato da esposizioni in città come New York, Long Island, Los Angeles, Auvergne, Germania, Polonia, Repubblica Dominicana e Italia, è un esempio di come la creatività possa superare i limiti imposti dalla malattia.