BAKE IN BLACK di Jelena Milosevic

Arte contemporanea, cultura gastronomica e musica si incontrano negli spazi della Food Genius Academy, in via Col di Lana 8 a Milano, con Bake in Black, mostra personale di Jelena Milosevic, a cura di Flavia Vago, realizzata con il supporto di Food Genius Academy. Prodotto da Desirèe Nardone, con la direzione artistica di Beppe Treccia / Kinetic Vibe Srl, il progetto si sviluppa attorno al nero, inteso non soltanto come colore, ma come materia e spazio di trasformazione.

Il titolo Bake in Black sintetizza il nucleo della ricerca dell’artista. Come spiega Flavia Vago nel testo critico della mostra, il riferimento a Back in Black degli AC/DC si trasforma attraverso la sostituzione di back con bake, introducendo un richiamo diretto alla cottura. Il gioco linguistico mette così in relazione due materiali apparentemente distanti, il pane e la ceramica, accomunati dall’azione del calore e dalla trasformazione che ne deriva.

È nella serie Kaolin che questo rapporto trova una delle sue espressioni più significative. L’installazione Kaolin (Bake in Black series) riunisce sedici elementi ceramici che riproducono l’impronta di pani reali. La materia organica ed effimera del pane scompare, lasciando alla ceramica il compito di conservarne la traccia. Il risultato è una riflessione sul rapporto tra presenza e assenza, consumo e permanenza: un gesto quotidiano legato al cibo si trasforma in memoria materiale.

La ricerca di Jelena Milosevic si inserisce in una riflessione più ampia sul nero come principio generativo. Attraverso un’indagine semiotica e semantica, l’artista lo interpreta come uno spazio originario in cui la forma non è ancora manifesta, ma contiene già la possibilità della propria apparizione. A offrire un’ulteriore chiave di lettura del progetto è il concetto di Nigredo alchemica, fase di dissoluzione che precede la trasformazione.

A caratterizzare Bake in Black è anche il contesto in cui la mostra viene presentata. La Food Genius Academy, realtà dedicata alla formazione e alla cultura gastronomica, diventa parte integrante del progetto attraverso il design gastronomico e il live cooking realizzato da chef e allievi dell’Academy. Il cibo entra così nel percorso espositivo come materia viva, effimera e sensoriale, in dialogo con le opere e con il processo di trasformazione che le attraversa. Se la ceramica conserva la traccia del pane, il gesto gastronomico ne riattiva la dimensione esperienziale.

Il percorso di Bake in Black si completa con una dimensione sonora. L’inaugurazione del 25 settembre prenderà il via alle 19.00 con Dialoghi tra Chiari e Scuri, composizione per pianoforte solo di Camilla Arri Anselmini, per proseguire con le sound performance di KISK · Apparel Music e The Father · Alberto Baiocco.

Il suono accompagna la traiettoria concettuale della mostra, passando dalla dimensione acustica del pianoforte a quella elettronica e mettendo in relazione opere, cibo e ascolto. Tre linguaggi distinti convergono così intorno a un tema comune: la trasformazione della materia.

In Bake in Black, il nero rappresenta il punto di partenza di un processo in cui materia, forma e percezione vengono continuamente trasformate. La ceramica custodisce la memoria del pane, il calore modifica la materia, il gesto gastronomico ne riattiva la dimensione sensoriale e la musica accompagna il passaggio dall’acustico all’elettronico. Arte, gastronomia e suono costruiscono così un percorso condiviso intorno all’idea di metamorfosi.