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Inaugurato il nuovo Rettorato all’interno di Palazzo Bonaventura sede centrale dell’Università Carlo Bo. Lo spazio elegante e funzionale ospita i quadri di Mario Logli, da poco scomparso. È questo l’omaggio più significativo che la città ha riservato all’artista urbinate.

L’aula magna è diventata infatti una mostra permanente dei dipinti dell’artista cosi profondamente legato alla città e all’Istituzione. Le tele di grandi dimensioni sono un forte richiamo al rinascimento che da sempre ha ispirato Mario Logli. Gli spazi rielaborati in chiave moderna sono stati infatti concepiti ponendo grande attenzione alla storia passata.

“Questo dialogo prende oggi avvio con uno degli artisti contemporanei più rappresentativi della nostra terra, Mario Logli, ambasciatore della nostra Università. Egli è stato l’interprete e il testimone di una Bellezza che rappresenta il motore del mondo. Un concetto, quello della Bellezza, che affiora nei grandi artisti rinascimentali e che occorre coltivare a tutti i livelli.

E dalle sue opere traspare il tentativo di reclamare attenzione per un luogo della memoria che egli vorrebbe sempre animato da quello spirito di umanesimo scientifico di cui erano permeati l’antico Studio e la Città” – afferma il Rettore Vilberto Stocchi – “La sua radice urbinate delinea un tributo alla cultura, non solo prospettica, di un luogo amato che si riversa nei dipinti senza tralasciare le suggestioni dei variegati aspetti della nostra storia, e che costituisce quel collante unico tra la vita e l’arte che è il paesaggio, da cui si potenzia quel dialogo sommesso tra interno e esterno che diventa un affondo dal corpo all’anima”.

Alla cerimonia ha partecipato la moglie Maria Antonietta che con le figlie Marcella e Laura ha messo a disposizione della città una raccolta importantissima del Maestro.

“L’occasione dell’inaugurazione del nuovo Rettorato e della ristrutturazione dell’Aula Magna ha rappresentato un momento molto significativo per la nostra famiglia” – ha dichiarato la moglie dell’artista – “non potevo immaginare luogo più prestigioso per mettere a disposizione dell’Università le opere di Mario Logli.

Mario non può che essere felice e sicuramente è qui con noi a godere del fatto che le sue opere si affacciano sulla piazza che lui tante volte ha dipinto, dove ha giocato per tutta l’infanzia e che vedeva dalle finestre della sua scuola. Ma soprattutto perché per lui l’Università è Urbino stessa e insieme al Palazzo Ducale ne rappresenta l’essenza. L’Università è il luogo della cultura, della ricerca, del rispetto della bellezza da difendere, conservare e produrre”.

Oggi un urbinate vero è entrato nelle stanze dell’Istituzione che più di ogni altra è nel cuore dei cittadini di questa città. Quello di ieri rappresenta un avvenimento importante che esaudisce uno dei desideri di Mario Logli. Le sue opere infatti adesso dialogano con la città e gli urbinati.

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