Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre: a partire dal 29marzo 2026 le sale espositive della Fondazione Bottari Lattes, a Monforte d’Alba, saranno popolate da volti reali e immaginari, con oltre cinquanta opere tra quelle a firma di Mario Lattese altre appartenenti alle sue collezioni, in dialogo con alcuni tra i più importantimaestri del ‘900.
La mostra è a cura di Francesco Poli. Nella sua vasta e articolata attività artistica, caratterizzata da raffinate suggestioni letterarie, così come da inquietanti visioni fantastiche e surreali, Mario Lattes ha semprecoltivatoun grande interesse per la ritrattisticamai intesa in senso banalmente convenzionale. I suoi ritratti sono disegnati e dipinti con incisiva attenzione all’identità individuale, con connotazioni che vanno da quelle più intimistiche, come nel caso di familiari,a quelle fortemente espressioniste e visionarie.
Nella mostra, particolare attenzione viene dedicata anche ai suoinumerosi autoritratti, attraverso cui l’artista sembra scavare a fondo dentro la propria problematica dimensione psicologica esistenziale.Accanto a una scelta dei lavori di Lattes, viene proposta una selezione di ritratti provenientidella collezione della Fondazione Bottari Lattes.
L’altra sezione dell’esposizione sarà dedicata a una serie di ritratti e autoritratti di pittori e scultori con i quali Lattes ha avuto rapporti e si è confrontato nel contesto artistico della sua generazione. La selezione comprende opere di pittori e pittrici come Mario Reviglione, Felice Casorati, Jessie Boswell, Carlo Levi, Francesco Menzio, Daphne Maugham, Nella Marchesini, Italo Cremona, Luigi Spazzapan, Mario Calandri, Carol Rama; e scultori come Giacomo Manzù, Umberto Mastroianni, Sandro Cherchi e Mario Giansone.
Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltreè realizzata con il sostegno di Regione Piemonte e di Italiana Assicurazioni “Agenzia di Alba e Mondovì -Sciolla” e con il patrocinio del Comune di Monforted’Alba, dell’Unione dei Comuni Colline di Langa e del Barolo e di Confindustria Cuneo.
