ANDEnte del Terzo Settore presenta dal 6 giugno al 5 luglio 2026, nello Spazio espositivo del MO.CA – Centro per le Nuove Culture di Brescia, la mostra collettiva ThisIs The End che riunisce le opere degli artisti: Elisa Cella, Nicola Evangelisti, Mahnaz Ekhtiary, Nadia Galbiati, Loredana Galante, Roberto Ghezzi, Silvia Levenson, Andrea Meregalli, Silvia Serenari e Matteo Suffritti.
ThisIs The End, la prima mostra organizzata da AND Ente del Terzo Settore, è nata quando l’entusiasmo della ripresa del post pandemia è stato abbattuto dalla notizia dell’invasione dell’Ucraina.
Da quel momento in poi è emersa la consapevolezza che il mondo stesse cambiando molto velocemente. La conferma è arrivata da una serie di eventi che hanno travolto l’intera popolazione: la crisi finanziaria, due guerre alle nostre porte, la crisi iraniana, le crisi energetiche, la minaccia nucleare, la siccità, le inondazioni, l’aumento vertiginoso della popolazione mondiale e l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale.
Tutto questo si è innestato in problematiche sempre più pressanti di cambiamenti climatici e di migrazioni di popoli che scappano dalle guerre, dalla povertà e dalle conseguenze che il riscaldamento globale sta generando. In occidente, non passa settimana senza che il bollettino dei femminicidi e degli abusi non sia aggiornato. Le donne, in tanti paesi, vedono ridurre o abolire i loro diritti. Il mondo come lo conoscevamo sta cambiando molto velocemente, le crisi che ci investono si affastellano e mettono a dura prova la nostra capacità di gestione e di adattamento.
Da quando questa mostra è stata pensata e dalla prima volta in cui è stata esposta, nella Sala dei Convegni della Villa Reale di Monza nel 2024, quella che era una sensazione ed una possibilità è diventata una certezza: il mondo come lo percepivamo fino a poco tempo fa è cambiato. Quell’ingenua promessa dipace, prosperità, diritti acquisiti e civiltà evoluta, quella sensazione che si sarebbe andati verso il meglio, che avevamo dato per scontato come occidentali, è già stata messa in discussione.
Il titolo scelto per la mostra è ispirato alla canzone dei Doors che Coppola scelse come colonna sonora della prima indimenticabile scena del film ApocalypseNow, liberamente ispirato dal libro Cuore di tenebra di Joseph Conrad. Tutti e tre fanno riflettere sull’orrore, sulla follia e sulla psicologia umana. La mostra vuole essere infatti un grido proposto dagli artisti, da sempre sensibili alle vibrazioni che il mondo produce e custodi della loro rielaborazione.
