VESTIARIO BESTIARIO di Manoteca & Ericailcane

Un nuovo progetto tra arte e design riunisce in una collaborazione inedita Manoteca, laboratorio creativo che reinterpreta mobili e oggetti d’epoca, e Ericailcane, tra gli artisti italiani contemporanei più apprezzati a livello internazionale, noto per i suoi grandi murales e il suo linguaggio visivo immediatamente riconoscibile, popolato da animali antropomorfi che intrecciano favola, osservazione del reale e riflessione sociale.

L’immaginario artistico di Ericailcane incontra la creatività di Manoteca in un progetto che trasforma un mobile d’epoca in un dispositivo narrativo in continua evoluzione. Vestiario Bestiario nasce infatti dal recupero di un armadio degli anni Quaranta, scelto per la sua forma e per le proporzioni armoniche, che richiamano la cornice di un quadro, e reinterpretato in un gioco di metamorfosi e meraviglia.

Restaurato con cura da Manoteca, il mobile conserva i segni del tempo come parte integrante della sua identità materica e si trasforma grazie all’intervento di Ericailcane in un’opera d’arte mutevole, creata per custodire non solo abiti e oggetti ma storie e infinite possibilità creative, costruendo nuove relazioni formali e narrative.

L’interno è stato interamente riprogettato per dialogare con la struttura originaria senza alterarla; dodici pannelli dipinti a mano scorrono su binari, generando decine di configurazioni differenti sospese tra mondo animale e immaginario umano.

Ericailcane porta in Vestiario Bestiario il suo universo narrativo: un coniglio, un pettirosso, un topo e un pappagallo abitano i pannelli mobili dell’armadio e, attraverso il loro continuo ricomporsi, si scambiano d’abito e danno origine a sessantaquattro nuove creature, sospese tra osservazione naturalistica e costruzione allegorica, definite da un tratto di rigorosa precisione descrittiva e da una persistente ambiguità narrativa.

Nessuna immagine è definitiva, nessun racconto concluso: l’opera cambia a ogni movimento dei pannelli e invita chi la osserva a diventarne parte attiva, a giocare, interagire, partecipare, in una trasformazione continua tra vuoti, pieni, cambi d’abito e di identità.