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L’esposizione Vita d’Artista di Flavio Favelli resterà negli spazi della Fondazione Adolfo Pini fino al 25 giugno 2021.

Il progetto espositivo site-specific, nato dalla suggestione del libro omonimo di Carlo Cassola si articola nella casa che fu di Adolfo Pini, e prima di lui del pittore Renzo Bongiovanni Radice, con una serie di interventi che cercano un confronto tra il passato, la sua eredità e l’opera dell’artista.

Flavio Favelli utilizza oggetti d’arredamento o di uso comune che rimandano sia all’estetica borghese degli ambienti familiari in cui è cresciuto, sia a quella del consumo prodotto dall’industria e dalla pubblicità. Nelle sue opere i materiali vengono assemblati dando vita a sovrapposizioni di senso che non snaturano gli oggetti ma ne amplificano il valore simbolico. Sono oggetti di una quotidianità passata ma inconsciamente presente ancora oggi.

Favelli cerca un confronto serrato con gli ambienti di grande seduzione e potere evocativo della Fondazione. Scritte, loghi, segni urbani e immagini pubblicitarie, nelle sale arredate con mobili e quadri di pregio, tappeti e vasi cinesi, non fanno altro che chiarire e manifestare con decisione il rapporto dell’immaginario dell’artista con un contesto esso stesso intrecciato al mondo del commercio e della borghesia cittadina.

Il titolo Vita d’Artistanasce dalla riflessione sulladimensione privata di una casa di “ideali borghesi illuminati”:un contesto tanto felicequanto ambiguoper un confronto con ilpassato e con quel“senso del bello”, ancora estremamente vitale, trasmesso dai suoi arredi. Parallelamente è anche un modo per mettere l’accento sulle differenze che emergono nella relazione con una “bella casa” e un’idea di un’arteesteticamente “bella”e il un punto di vista di un artistache cerca di rileggere,con opereinedite, un luogo e un tempo che in qualche modo ci appartiene.

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