A Forte dei Marmi (LU), dal 6 giugno al 27 settembre 2026, una mostra dossier dedicata a Giuseppe Migneco che, attraverso alcune opere emblematiche, intende introdurre il visitatore al particolare espressionismo dell’artista, venato di riflessioni esistenziali.
Curata da Elena Pontiggia, l’esposizione Migneco. Realtà e visione è promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca. L’inaugurazione si terrà sabato 6 giugno alle ore 16.30.
Parte di un ciclo di mostre temporanee, volute dal presidente della Fondazione Villa Bertelli, Ermindo Tucci, per approfondire la ricerca degli autori presentati all’interno del Museo d’arte moderna Quarto Platano, l’esposizione è allestita in Sala Ferrario, al primo piano di Villa Bertelli.
«Il titolo Realtà e visione richiama proprio il doppio registro della pittura di Migneco: da una parte l’attenzione fattiva verso il mondo reale, verso la fatica, il lavoro e la dignità delle persone comuni; dall’altra la capacità di trasfigurare la realtà attraverso il colore, il segno e la forza espressiva della composizione. La sua pittura non si limita a rappresentare il visibile, ma ne esalta l’anima più profonda. Il visitatore riesce quindi a riscoprire un artista che ha saputo coniugare impegno civile e ricerca estetica, mantenendo sempre vivo il legame con le proprie radici siciliane e con la grande tradizione figurativa italiana», dichiara Ermindo Tucci.
«Migneco è uno dei primi artisti che gravitano intorno alla rivista “Corrente”, ed è uno dei più radicali nel creare una pittura dagli accenti esistenziali che non cerca la bellezza, ma quella che Danton chiamava “l’âpre verité”. E di aspra verità ce n’è molta nelle sue opere, che non tentano mai di abbellire, addolcire, ingentilire, aggraziare e ingraziare, ma stravolgono figure e cose per mostrarne tutta la miseria. Che è poi la miseria della condizione umana», scrive Elena Pontiggia.
Il percorso espositivo, che comprende 22 dipinti realizzati dal 1939 al 1988, muove dal periodo di “Corrente”, il movimento milanese di cui Migneco è stato un protagonista, e giunge ai suoi ultimi lavori, ricordando anche la lunga frequentazione di Forte dei Marmi dell’artista.
Tra le tematiche principali, la riflessione sull’uomo, svolta con la maggior crudezza possibile, anche attraverso alcuni emblematici autoritratti, cui fa da contrappunto un’idea maestosa della natura, vista come una inesauribile fonte di vita e di energia, nonostante la violenza cui spesso è sottoposta.
Giuseppe Migneco ha avuto una lunga consuetudine con Forte dei Marmi, trascorrendo dal 1957 i mesi estivi nella casa-studio di Vittoria Apuana, in dialogo con gli amici Raffaele De Grada, Ernesto Treccani e Bruno Cassinari. Testimonianza di questo legame, è il pannello I pescatori, donato dalla famiglia nel 1997 al Comune di Forte dei Marmi a seguito dell’intitolazione all’artista di una piazza a Vittoria Apuana, trasformata successivamente in parco giochi. L’opera in ceramica, ritornata a nuova vita dopo un accurato restauro finanziato dall’Amministrazione comunale, in occasione della mostra sarà esposta a Villa Bertelli, dove rimarrà in esposizione permanente.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Maria Pacini Fazzi con la prefazione di Ermindo Tucci, il testo critico di Elena Pontiggia e la documentazione fotografica delle opere esposte.
